Cappella del Carmine

GALLICCHIO

74PV+C2 Gallicchio, PZ

Cappella del Carmine

Non si conosce la data certa in cui è stata eretta questa cappella.
Le iscrizioni reperibili in loco ed in particolare sul frontone del portale della cappella recano la data del 1610 ma quest’epoca è da riferirsi a quella di un restauro od abbellimento di un preesistente luogo di culto realizzato pare in occasione di un evento straordinario che indusse il “principe Coppola” a ringraziare concretamente e pubblicamente la Vergine che vi si venerava.
La Cappella, a pianta rettangolare, misura circa metri 7,5 di larghezza per circa 10 di lunghezza, è disposta in direzione est ovest con ingresso principale ad ovest verso la strada che porta al paese.
E’ alta 6 metri circa alla imposta di falda, la copertura è a due falde simmetriche con la linea di colmo lungo la dimensione maggiore.
Sulla parete sud tre piccole finestre in alto consentono una illuminazione naturale e sopra il portone d’ingresso è presente un piccolo occhio da cui entra il sole nel pomeriggio.
L’interno, piuttosto semplice, fino a quanto era agibile, si presentava con un altare maggiore di fronte all’ingresso principale, e con un altare secondario sulla destra.
L’altare maggiore si presentava con ai lati due colonne rigate realizzate in mattoni e successivamente stuccate realizzavano con l’altare e una cornice superiore l’intelaiatura per una tela, dipinta ad olio, rappresentante un carro di fuoco trainato da due focosi cavalli (probabilmente Elia) del 1613 del pittore D’Ambrosio di Saponara. Nella parte centrale in basso di questa tela, incastonata in una nicchia protetta da un vetro, figurava un quadro ad olio della Beata Vergine del Carmelo. Questi quadri, di recente restaurati sono stati portati nella chiesa di Santa Maria Assunta e posti dietro l’altare maggiore .
Si puo’ leggere una frase nella tela del Saponara sotto il quadro della vergine:PRIMA SABATI POST MORTEM (A ricordo della seconda promessa della vergine).L’altare laterale in una nicchia protetta da una vetrina in legno accoglieva la statua della madonna che attualmente soggiorna anch’essa stabilmente nella chiesa madre.Sopra questo altare ed intorno alla nicchia è presente una decorazione del tutto diversa; ghirigori baroccheggianti, non più di tipo neoclassico come le colonne dell’altro altare.
Entrambi apparivano però soffocati da un uniforme e spesso strato di tinteggiatura a calce, probabile intervento di manutenzione successivo, piuttosto ordinario.
A fianco dell’altare laterale verso l’ingresso, è presente un affresco, sotto un arco a tutto sesto nella muratura di circa metri 1.5 x 2.5. L’affresco raffigura la Madonna del Carmine con il bambino tra una corona di nuvole sopra un città turrita in fiamme. L’indagine storica condotta da padre Tito di Gallicchio,mostra, che qui vi è rappresentato un simbolismo religioso (privilegio sabatino); la città in fiamme rappresenta il purgatorio e la Madonna col bambino viene a salvare, il primo sabato dopo la loro morte, le anime devote decedute (I gallicchiesi nell’affresco hanno da sempre visto la distruzione di Gallicchio vetere ). In basso una scritta che consente di datarlo recita:A Iõe Iacobo Mõtagna, hic locus decorat ĕ ob fui devotionĕ Anno Dñi · 1619 ·(Questo luogo fu abbellito da Giovanni Montagna per sua particolare devozione. Nell’anno del Signore 1619.) Tracce di decorazioni pittoriche erano sulla muratura, dall’altra parte. Il soffitto era in legno piano con tavole chiodate sotto le travature che costituivano la struttura portante della copertura, (capriate).
Dal centro di esso pendeva un lampadario con tanti vetri colorati che rifrangevano la luce.Sul margine nord-est della copertura sul muro maestro si ergeva un piccola torretta campanaria dove una piccola campana chiamava i fedeli alla preghiera.
Dall’esterno la facciata principale, molto semplice, si presenta con un grosso portale in pietra di circa m.1,70 per 3 m. di altezza. Sulla sommità del quale, su tre lastre scolpite, figura la seguente dedica alla madonna: FORMOSA ES, FAEOR, FORMOSA ET DIGNA ROGARI. HUNC, TU DIVA,TUO, PROTECTUM, NUMINE SANCTO CONSERVA POPULUMQUE SIMUL QUI SACRA SECUTUS PRINCIPIS EXEMPLUM PURO TUA CORDE FREQUENTAT. ANNO DOMINI 1610.(BELLA TU SEI, LO CONFESSO, SEI BELLA E DEGNA DI ESSERE INVOCATA. TU ,O DIVA, COL TUO POTENTE AIUTO CONSERVA COSTUI, CHE TU HAI PROTETTO, E CONSERVA NEL CONTEMPO IL POPOLO, IL QUALE, SEGUENDO L’ESEMPIO DEL PRINCIPE, FREQUENTI, CON PURO CUORE, CIÒ CHE TI È CARO.ANNO DEL SIGNORE 1610 )